JazzAscona: un festival "Social"

Di solito non parlo direttamente dei progetti che mi coinvolgono, ma in questo caso ho deciso di fare un'eccezione sia perché credo sia interessante parlarne sia perché tengo molto al lavoro che è stato fatto negli ultimi anni in questa direzione.

Dal 2008, come forse alcuni di voi già sanno, mi occupo di seguire la comunicazione online di JazzAscona, un Festival che si tiene ogni anno, nel periodo di Giugno/Luglio in Ticino nella splendida località di Ascona per l'appunto.

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Ma che cos'è esattamente JazzAscona? Come si legge dall'editoriale sul sito:

10 giorni e 10 notti di festa, migliaia di spettatori attesi, circa 200 concerti che si tengono su sei palchi in riva al lago e in vari punti del centro storico. Ascona non è solo uno dei principali eventi mondiali dedicati al jazz classico e al New Orleans Beat, ma anche un festival di qualità, unico nel suo genere, che attira appassionati ed addetti ai lavori da tutta Europa. Il suo programma originale - quest’anno ampiamente dedicato alle donne nel jazz – include eventi speciali, nomi affermati, giovani emergenti e musica ad alto contenuto spettacolare che spazia dal New Orleans allo swing, dal blues al gospel, dall’R&B al funk. E tutto ciò in una location di rara bellezza e in una dimensione dove il contatto umano – in primis con gli stessi musicisti - è ancora possibile.  Bisogna insomma aver vissuto almeno una volta nella vita la magia di una serata a JazzAscona. Per poi tornarvi ogni anno. Buon festival a tutti, vi aspettiamo!

Si tratta quindi di una grandissima manifestazione culturale di grande rilievo e interesse per tutti gli appassionati di musica e di jazz classico. Un'atmosfera davvero unica in cui il contatto tra pubblico e artisti e' magico, confidenziale e in cui è possibile respirare la tanto caratteristica aria di New Orleans immersi in un panorama di tutto rispetto.

Per approfondire l'atmosfera del Festival vi consiglio anche la visione di questo bellissimo documentario della RSI:

Ovviamente non scrivo questo post per decantare le bellezze di Ascona ma per analizzare il progetto che abbiamo portato avanti in questi anni e che stiamo provando a far evolvere giorno dopo giorno.
Il Festival ha - infatti - diversi canali social che stiamo tentando, nei limiti imposti di far funzionare al meglio. Nello specifico:

Sito Web di JazzAscona
Il sito web del Festival - http://www.jazzascona.ch - è l'aggregatore fondamentale di tutti contenuti in cui è presente anche un archivio storico delle precedenti edizioni e differenti sezioni multimediali per entrare appieno nell'atmosfera del Festival. Non mancano ovviamente informazioni dettagliate sugli artisti e notizie generali di contesto. Presenti anche i dettagli logistici per prendere parte all'evento.

YouTube
Sul canale ufficiale di YouTube - http://www.youtube.com/user/jazzascona?feature=watch - vengono caricati video delle performance degli artisti ma anche conferenze stampa, interviste e approfondimenti video che aiutino a cogliere dei momenti del festival. Inutile dire che molti di questi video sono delle vere e proprie perle rare e rappresentano un patrimonio culturale di livello.

Facebook
All'interno del noto Social Network si configurano principalmente dinamiche di discussione, di rilancio delle iniziative ma anche di promozione del Festival stesso.
Quello che si sta provando a fare è creare una community di appassionati non solo di Jazz ma di musica in generale. Lo trovate qui: http://www.facebook.com/JazzAscona
Sfruttando anche la funzione recente delle Timeline per le pagine è stato anche possibile costruire una cronistoria ad immagini del Festival valorizzandone anche la storia che vanta ben 28 anni di tradizione.

Flickr
Il noto repository di fotografie - http://www.flickr.com/photos/jazzascona - viene utilizzato sia in chiave promozionale sia come canale diretto con la stampa. Attraverso la piattaforma i giornalisti possono infatti scaricare e utilizzare liberamente (a patto di citarne il copyright si intende) le fotografie per utilizzarle nei loro articoli.

Twitter
Twitter viene utilizzato principalmente come cassa di risonanza per dare spazio alle attività svolte sul sito e sulla pagina Facebook - https://twitter.com/#!/jazzascona

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Sebbene con i limiti di un'organizzazione non proprio 2.0 e con le difficoltà culturali e organizzative del coordinamento di canali social in cui l'investimento è minimo credo - al di là di tutto - che quello di JazzAscona sia un caso interessante e spero che abbia modo di crescere, con o senza il mio contributo, nei prossimi anni. Questo nel tentativo di avvicinare al jazz anche quelle giovani generazioni che non ne sono a conoscenza. In questo senso sono convinto che il potenziamento dei canali social possa essere la via più efficace sia in termini di pubblicizzazione dell'evento sia in termini di diffusione della cultura, che in questo modo rimane nel tempo e si consolida nella rete.

Non mi resta che lasciarvi con l'augurio di vederci tutti alla prossima edizione. Dal 21 Giugno al 1 Luglio 2012.

Il Caso di Design Royale: social learning o che altro?

Entro in contatto con questo post pubblicato su VirtualEco (http://www.virtualeco.org/2011/07/design-royale-il-social-learning-con-facebo... in cui si parla della realizzazione di un percorso formativo interamente su Facebook. Fino a qui sembrerebbe di poter dire nihl sub sole novi, ma quello che si analizza nel post è un approccio in parte nuovo e interessante che merita una riflessione sul come l'esperienza è stata - a tutti gli effetti - condotta. 

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Ma partiamo dall'inizio. Che cos'è e come funziona Design Royale?
Come si legge nell'articolo lo scopo di questa sperimentazione è stato quello di offrire a giovani talenti del design mondiale volenterosi di imparare un'occasione unica per entrare in contatto con docenti di prim'ordine. 

Il progetto Design Royale, però, si è posto (si pone) un obiettivo diverso e inedito: usare il web per insegnare il design e per trasmettere una conoscenza pratica e concreta, attraverso dei workshop completamente online.

Naturalmente esistono siti in cui si può imparare a fare delle “cose”: Instructables per esempio, il posto migliore dove cercare istruzioni pratiche online, per esempio “Come colorare la tua jeep in modo che sembri un veicolo d’assalto“. E altrettanto naturalmente esistono dei luoghi per apprendere conoscenze teoriche, online (innumerevoli, la Parallel School of Design è una).

Tuttavia, c’erano delle variabili che nessuno, imho, era ancora riuscito a produrre in ambiente online. O almeno, non tutte insieme – nè nel mondo del design.

  • il rapporto insegnante-studente
  • le interazioni d’aula (pubbliche, tra il docente e gli studenti, ma soprattutto tra gli studenti), ivi inclusi commenti, complimenti e critiche
  • la circolazione di idee, riferimenti visivi, materiali
  • l’assegnazione (online) e lo svolgimento di task (concreti e offline)

Quindi, (la prima edizione di) Design Royale è il tentativo di condurre quattro workshop, sul design, con studenti internazionali, completamente online

Agli studenti sono stati forniti dei brief davvero divertenti e innovativi che riporto qui perché credo che meritino, sui quali è stato chiesto di lavorare.

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Nel post si sottolineano poi i numerosi vantaggi dell'utilizzo di Facebook all'interno della didattica, soprattutto in relazione ai "nuovi" gruppi. Un tema - come sappiamo - non nuovo nel quale ricorrono molte riflessioni che condivisi al convegno SIREM del 2010 e sul quale sono ritornato di recente con un post specifico (http://www.sociallearning.it/luso-dei-social-media-nella-formazione-e-il-l ).

Nel complesso, da quello che ho letto, credo che il caso di Design Royale sia un ottimo caso di social media applicati alla formazione e ai contesti dell'apprendimento in generale. La sfida non facile di impiegare Facebook all'interno di workshop di design, che di per sé poco si prestano a dinamiche formative online, è stata raggiunta e superata nelle aspettative. Un progetto interessante che però fa trasparire la sensazione che più che di Social Learning tout court si possa parlare di apprendimento mediato dai social media, nello specifico da Facebook.

In realtà credo sarebbe stata anche più interessante, a chiusura del periodo di workshop la creazione di una community di designer che fosse in grado di continuare gli stimoli e i processi che si sono innescati durante il corso.
Tuttavia credo che il progetto meriti una menzione particolare proprio per aver dimostrato - ancora una volta e casomai ce ne fosse ancora bisogno - l'utilità dei media sociali nell'ambito formativo e didattico. In Italia e nelle organizzazioni queste sperimentazioni sono - purtroppo - ancora delle mosche bianche.

Vi lascio con un video di Stefano Mirti che contestualizza e spiega meglio anche il contesto all'interno del quale è nata la sperimentazione

I miei complimenti quindi al team che ha seguito lo sviluppo del progetto contribuendo a mettere un altro tassello importante nella definizione dell'uso dei social media all'interno dei processi di apprendimento e una piccola nota a sottolineare che forse qualcosa in più poteva essere fatto.